Last Sunday we went to Lucca to see an exhibition of work by the most famous Italian naive painter, Antonio Ligabue. I’d been wanting to see his work since, as a child in long ago 1977, I saw a telefilm about this very particular artist. I’m going to continue in Italian. I hope you manage to follow what I’ve written, I’m sure the photos will help you to understand something about Ligabue. However, if you have any questions, or can’t manage to understand something, please leave a comment by clicking on the post title on this page, and using the ‘Leave a Reply’ section at the bottom.
Biografia
Ligabue nacque in Svizzera nel 1899 da madre italiana e padre ignoto. Nel 1901 la madre sposò il connazionale Bonfiglio Laccabue, cognome che parecchi anni dopo Antonio cambiò in Ligabue, perché riteneva il patrigno responsabile della morte di sua madre Augusta. Antonio fu adottato da una famiglia svizzera, ma a causa del suo temperamento violento fu poi rinchiuso in un istituto, dove presto si distinse per la sua abilità pittorica.
Sopra: Autoritratto
Nel 1919 fu espulso dalla Svizzera e mandato a Gualtieri, un paesino in Emilia Romagna sulle rive del fiume Po, che era il paese d’origine del patrigno Bonfiglio. A Gualtieri Ligabue condusse una vita da vagabondo e venne spesso ricoverato in istituti psichiatrici. Qui, lungo le rive del Po, Antonio Ligabue scoprì l’argilla e cominciò a creare piccole sculture di animali, sia animali domestici come i cavalli e i cani, che animali esotici come la scimmia e il leopardo. Nel 1928 venne scoperto dall’artista Marino Mazzacuradi che cominciò ad insegnargli tecniche pittoriche e di disegno. Nel 1962 Ligabue fu colpito da ictus e morì tre anni dopo, nel 1965.
Sopra: Ligabue scoprì l’argilla e cominciò a creare piccole sculture di animali
Le Opere
I soggetti principali dei quadri di Antonio Ligabue sono ancora gli animali, con cui l’artista si sentiva più in sintonia che non con gli altri esseri umani. Infatti molto spesso portava uno specchio legato intorno al collo, e ci si specchiava continuamente cercando di riconoscere delle somiglianze fisiche fra se stesso e gli animali che incontrava mentre girovagava lungo le rive del Po. Molti dei suoi quadri trasmettono chiaramente nello spettatore il disagio psichico ed emotivo dell’artista, il suo temperamento violento trova sfogo nella rappresentazione di scene cruente.
Comuni sono le immagini di lotte fra galli, ma anche animali predatori (volpi, aquile, gatti) che uccidono le loro prede. Un tema molto caro a Ligabue sono poi i grandi felini esotici, tigri e leopardi in particolare, rappresentati nella giungla.
I quadri di Ligabue esprimono la loro potenza anche nel colore, così ricco e intenso, e nella pennellata decisa, senza ripensamento, da sembrare quasi una sciabolata quando dipinge la vegetazione della giungla.
Il quadro che forse mi è piaciuto di più alla mostra è una lotta fra galli, proprio per i suoi colori ricchi e vibranti, il rosso, l’ocra, la terra di Siena. Un altro quadro che mi è ha colpito molto è la rappresentazione dei cavalli imbizzarriti, spaventati dal temporale, perché così pieno di movimento e di colore.
