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Tales From The Bar – Breakfast In Viareggio Posted by on Apr 21, 2017 in Vocabulary

Here’s another little scene from bar life in Italy. Today I want to tell you about when I was a secondary school student in Viareggio, near Lucca. We’ll publish the English translation at the beginning of next week. That gives you all weekend to work on your own translation.

Viareggio, Piazza Shelley all’inizio del Novecento.

Frequentavo il Liceo Classico a Viareggio. La mattina presto insieme ad altri miei compagni di scuola prendevo la corriera della Lazzi che partiva da Lucca alle 7 del mattino ed arrivava a Viareggio alle 7.30. La scuola, a pochi metri dalla fermata della corriera, apriva verso le 7.40, così avevamo del tempo da perdere prima che le lezioni iniziassero alle 8.00.

Quasi all’angolo fra la vicina Piazza Shelley e la strada dove si trovava la scuola c’era un bar, il Caffè Shelley, che era il nostro rifugio. Scendevamo dalla corriera e andavamo dritti lì a prenderci un bel cappuccino prima di affrontare la mattinata. Il nostro gruppetto da Lucca era il primo ad arrivare; dopo una decina di minuti arrivavano le altre corriere, e pian piano il bar si riempiva di studenti e professori del vicino Liceo Classico. Quando suonava la prima campanella che avvertiva che le lezioni stavano per cominciare, attraversavamo la strada ed entravamo nelle nostre aule.

Le pareti del Caffè Shelley erano ricoperte da quadri disegnati dalla Zoria, famosissimo personaggio viareggino. La Zoria era una clochard che bivaccava in Piazza Shelley e si pagava da mangiare facendo quadretti naif. Mi immagino che il nostro barista sperasse che un giorno La Zoria diventasse famosa, come era successo in passato con un altro pittore naif italiano, Antonio Ligabue. Chissà come sognava, il povero barista, di poter vendere tutti quei quadri e ritirarsi milionario in qualche paradiso perduto!

Ma torniamo a noi studenti: un giorno, arrivati come al solito davanti al bar alle 7.30, lo trovammo chiuso. Non c’era nessun cartello sulla saracinesca che spiegasse il motivo della chiusura, per cui non sapendo cosa fare ci guardammo un po’ in giro e scorgemmo un altro bar sul lato opposto della piazza e andammo lì. Quando poco prima delle otto uscimmo dal bar per andare a scuola, notammo che il nostro locale abituale era aperto come al solito. Vergognosi di ‘averlo tradito’, sgattaiolammo lungo i muri per non farci vedere dal barista.

Il giorno dopo il padrone del bar si scusò spiegando che la sveglia non aveva funzionato e così si era svegliato tardi. Ci disse inoltre che abitava sopra al bar, per cui se fosse capitato nuovamente, di non aver paura e di suonare il campanello di casa. E così fu che, alcuni mesi dopo, al nostro arrivo la mattina presto trovammo di nuovo il bar chiuso, ma questa volta decidemmo di non tradirlo e suonammo il campanello. Si aprì una finestra al piano di sopra da cui si affacciò il barista tutto spettinato: “Scusate, arrivo subito!” ci gridò.

Here’s a link to my previous bar blog: Tales From The Bar – Le Studentesse
English translation for Tales From The Bar – Le Studentesse
HERE

Buon fine settimana!

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Comments:

  1. Cristina:

    Bellissimo racconto! Sono più di 40 anni che vivo in America, ma mi piace sempre leggere in italiano! In più, mio padre era toscano,maremmano, così passai tutte le estati dai miei nonni e zii!

    • Serena:

      @Cristina Salve Cristina!
      Grazie per i complimenti. Il tuo italiano è ancora ottimo, brava!
      Saluti da Serena

  2. Gert Schwaner:

    È veramente divertente leggere questi quadri degli usi e costumi del tempo. Per giunta illustrano l’uso del passato remoto e l’imperfetto.


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