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Il Dottore Delle Bambole Posted by on Sep 13, 2018 in Italian Language

Questa è la storia di una classica famiglia: mamma, papà e la figlioletta Gisella di otto anni.

La bambina è molto intelligente e tranquilla, a scuola è brava, e a casa spende ore nella propria cameretta a giocare con le bambole. Quando il papà torna a casa la sera, lei gli corre incontro festosa, a mostrargli quello che ha fatto durante il pomeriggio: il nuovo vestitino per una bambola, le treccioline ai capelli di un’altra, i quadernini per la scuola delle bambole, e così via.

Alcuni mesi fa, però, sono cominciati i primi incidenti: ogni volta che il papà rientrava dal lavoro, Gisella lo aspettava con una bambola in mano a cui si era staccato un braccio, o una gamba o la testa. E lui pazientemente la riaggiustava, e poi riconsegnandogliela le diceva: “Per fortuna il tuo papà è un bravo dottore, vero Gisella? Domani cerca di essere un po’ meno maldestra.” “Non sono io che sono maldestra”, gli rispondeva risentita la figlia, “Sono loro che sono maldestre … cadono dalla sedia, dal passeggino, e si fanno male!”

Ma recentemente le cose sono peggiorate. Appena il papà arriva, lei gli corre incontro ansiosa e prendendolo per la mano lo trascina verso la sua cameretta: “Papà, papà, per fortuna che sei tornato! Le bambole hanno bisogno del dottore! C’è stato un terribile incidente e ora sono tutte a pezzi! Vieni, presto, o moriranno!”

Image: CCO Public Domain.

Il papà entra nella camera dove il pavimento è coperto di bambole smembrate: un braccio da una parte, un altro da un’altra, qui una gamba, lì un’altra, il tronco senza testa, e così via. “Ancora?” sospira il papà. “Perché fai questo alle tue bambole? Non ti piacciono più, Gisella?”, chiede il padre preoccupato.

La bambina lo guarda seria: “No, le bambole mi piacciono, ma succedono dei brutti incidenti … vengono investite dalle macchine mentre vanno a scuola, finiscono sotto al treno mentre attraversano il passaggio a livello, e altre cose terribili. Io non ci posso fare niente.”

Dopo aver aggiustato le bambole, il papà va in cucina dove la moglie sta finendo di preparare la cena. “Gisella mi preoccupa. Perché non riesce più a giocare con le bambole in modo positivo? Perché deve sempre creare questi scenari di disastri?”

“Penso che sia a causa di quel terribile incidente a cui ha assistito, sai, l’incidente dello scuolabus. Vedrai che presto le passerà”, lo rassicura la moglie.

Cari lettori, qui c’è qualcosa di famigliare, non vi sembra?

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Comments:

  1. Nini Rukmini:

    secondo me la bambina abbia un trauma.

  2. Rosalind:

    “Qualcosa di familiare” volevo dire che non lo vedo fortunatamente. Sarebbe di sicuro un trauma che potrebbe andare fino al sindroma di Münchhausen per procura.

    Dopo ho capito che ci fosse forse un legame con il nostro giallo di Francosasso?

  3. Maria:

    Ciao Serena:
    Mi domando se invece di dire riconsegnandogliela, se può dire, poi se la riconsegna. Me è tropo difficile dire riconsgnandogliala, questa frase mi pare troppo lunga. Io capisco tutto e tranne due parole conosco tutto il vocabolario. Nonostante, il mio grande ostacolo è parlare perché mi dimentico le parole.

    • Serena:

      @Maria Salve Maria!
      “Riconsegnandogliela” è una parola molto lunga. Al suo posto si può dire “mentre gliela riconsegna” (while he’s giving it back to her).
      Saluti da Serena


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