{"id":15231,"date":"2017-11-28T11:49:03","date_gmt":"2017-11-28T10:49:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/?p=15231"},"modified":"2017-11-28T11:49:03","modified_gmt":"2017-11-28T10:49:03","slug":"le-mie-favole-preferite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/le-mie-favole-preferite\/","title":{"rendered":"Le Mie Favole Preferite"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #333399\">Leggendo la storia di Cappuccetto Rosso tradotta da Vincenza e Geoff, mi sono tornate in mente le altre favole che conoscevo da bambina. Mi piaceva tanto ascoltare le favole e guardare le figure sognando quando ero piccola, circa quattro o cinque anni, prima che imparassi a leggere i libri &#8216;veri&#8217;!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mia favola preferita era La Bella Addormentata Nel Bosco. Trovavo tanto romantica l&#8217;idea di questa torre nascosta nel bosco con la bella principessa che veniva risvegliata dal bacio di un principe &#8230; ovviamente sulla guancia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando ero bambina non avevo mai visto filare la lana, per cui non sapevo cosa fosse il fuso, ma sapevo che aveva qualcosa a che fare con il lavoro a maglia, per cui ogni tanto di nascosto provavo a pungermi un dito con un ferro da maglia di mia mamma, ma sempre senza successo. &#8220;Chiss\u00e0 com&#8217;era fatto il ferro della Bella Addormentata&#8221; mi domandavo sconsolata.<\/p>\n<div id=\"attachment_15239\" style=\"width: 554px\" class=\"wp-caption alignnone post-item__attachment\"><a href=\"https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/Arthur_Rackham_Sleeping_Beauty_19.jpg\" aria-label=\"Arthur Rackham Sleeping Beauty 19\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15239\" class=\"size-full wp-image-15239\"  alt=\"\" width=\"544\" height=\"640\" \/ src=\"https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/Arthur_Rackham_Sleeping_Beauty_19.jpg\" srcset=\"https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/Arthur_Rackham_Sleeping_Beauty_19.jpg 544w, https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/Arthur_Rackham_Sleeping_Beauty_19-298x350.jpg 298w\" sizes=\"auto, (max-width: 544px) 100vw, 544px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15239\" class=\"wp-caption-text\"><em><span style=\"color: #808080\">Arthur Rackham: Illustration for Sleeping Beauty. Public Domain<\/span><\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Quella che mi faceva pi\u00f9 paura invece era la storia del Gatto Con Gli Stivali. Avevo una copia di questa favola incisa su un disco a 33 giri, e mi ricordo che quando ero sola a casa chiedevo alla mamma di mettermi su il disco. Cominciavo prima con il lato dove c&#8217;era la favola di Pollicino, che ascoltavo sempre con molta trepidazione. &#8220;E se questa volta non ce la fanno a ritrovare la strada?&#8221; mi chiedevo apprensiva. Quando la favola di Pollicino era finita, sempre a lieto fine con mio grande sollievo, giravo il disco e cominciavo ad ascoltare Il Gatto Con Gli Stivali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I brividi cominciavano immediatamente, perch\u00e9 quella voce miagolante del personaggio mi faceva paura. Ma il momento culminante era quando l&#8217;orco lottava col Gatto. A questo punto la scena era super drammatizzata, con grida, miagolii disperati e soffi di gatto e io correvo a nascondermi terrorizzata sotto la tavola da pranzo che si trovava vicino al giradischi. Era un grande tavolo da otto posti in stile impero, sempre coperto da una bella tovaglia. Mi rifugiavo l\u00ec sotto e mi coprivo le orecchie con le mani finch\u00e9 tutto non era tornato tranquillo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando uscivo dalla mia tana la favola era gi\u00e0 finita e io non ho mai scoperto il finale! Quasi quasi chiedo a Geoff e Vincenza di tradurmela cos\u00ec finalmente sapr\u00f2 come va a finire.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333399\">If you have any questions please leave a comment. We&#8217;re here to help you.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<img width=\"298\" height=\"350\" src=\"https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/Arthur_Rackham_Sleeping_Beauty_19-298x350.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/Arthur_Rackham_Sleeping_Beauty_19-298x350.jpg 298w, https:\/\/blogs.transparent.com\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/Arthur_Rackham_Sleeping_Beauty_19.jpg 544w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><p>Leggendo la storia di Cappuccetto Rosso tradotta da Vincenza e Geoff, mi sono tornate in mente le altre favole che conoscevo da bambina. 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