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Italian Language Blog

At The Supermarket in Italy Posted by on Oct 13, 2015 in Italian Language

The setting: a small and friendly supermarket in a old sleepy town in Italy
The characters: Serena and the staff at supermarket

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Il giovane cassiere, all’entrata del supermercato: “Buongiorno!”
The young cashier, at the supermarket entrance: “Good morning!”

Serena: “Buongiorno!” Poi, parlando tra sé e sé: “Allora, vediamo la lista della spesa: pere, uva, funghi…”
Serena: “Good morning!” Then, talking to herself: “Right, let’s have a look at the shopping list: pears, grapes, mushrooms…”

Dopo aver scelto e pesato le verdure, Serena controlla ancora la lista: “Semolino. Dove l’hanno messo?” Poi, vedendo Enzo, il manager e tuttofare del supermarket, gli chiede: “Ciao Enzo! Dov’è il semolino?”
Having chosen and weighed the vegetables, Serena checks the shopping list once more: “Semolina. Where have they put it?” Then, having seen Enzo, the manager and handyman of the supermarket, she asks him: “Hi Enzo! Where is the semolina?”

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Enzo: “Ciao! Nello scaffale dove ci sono il riso e le farine, davanti al banco della gastronomia”
Enzo: “Hi! On the shelf with the rice and flour, opposite the delicatessen counter”

Serena: “Va bene, grazie”
Serena: “OK, thank you”

Dopo aver riempito il carrello con muesli, latte, yogurt, e così via, Serena va al banco della gastronomia e prende il numero della fila.
After having filled up the trolley with muesli, milk, yoghurt, and so on, Serena goes to the delicatessen counter and takes a numbered ticket for the queue.

Commesso: “Cinquantuno, chi ha il cinquantuno?”
Shop assistant: “Fifty one, who has got the fifty one?”

Serena: “Sono io!”
Serena: “Me!”

Commesso: “Dica!”
Shop assistant: “How can I help you?” (literally: tell/say!)

Serena: “Il pane toscano ce l’avete?”
Serena: “Do you have Tuscan bread?”

Commesso: “Sì, quanto ne vuole? Tutto il filone?”
Shop assistant: “Yes, how much would you like? The whole loaf?”

Serena: “Circa metà”
Serena: “About half”

Commesso, appoggiando il coltellone sul filone e mostrandolo a Serena: “Così va bene?”
Shop assistant, positioning the bread knife on the loaf and showing it to Serena: “Is this OK?”

Serena: “Un po’ meno … ecco, così va bene”
Serena: “A little bit less … yes, that’s fine”

Commesso: “Altro?”
Shop assistant: “Anything else?”

Serena: “Volevo quel pezzetto di focaccia di patate e poi del pecorino maturo. Cosa c’avete?”
Serena: “I’d like that piece of potato focaccia and then some mature pecorino. What do you have?”

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Commesso: “Abbiamo il Giglio Sardo, che è molto forte, oppure questo, sempre sardo, ma è un misto di pecora e mucca … è un pochino meno forte, ma sempre molto saporito”
Shop assistant: “We have Giglio Sardo (a Sardinian brand of pecorino), which is very strong, or this other one, also Sardinian, but it’s a mixture of sheep and cow milk … it’s a little bit less strong but still very tasty”

Serena: “Posso assaggiarlo?”
Serena: “Can I have a taste?”

Commesso: “Certo! Ecco a lei”
Shop assistant: “Certainly! Here you are”

Serena: “Mmm, buono, lo prendo. Me ne dia un bello spicchio”
Serens: “Mhmm, nice, I’ll have it. Can you give me a nice big slice?”

Commesso: “Altro?”
Shop assistant: “Anything else?”

Serena: “No, grazie, basta così. Arrivederci”
Serena: “No, thank you, I’m fine. Goodbye”

Commesso: “Ecco a lei. Arrivederci”
Shop assistant: “Here you are. Goodbye”

Ti servono un paio di guanti, vero Geoff?

Ti servono un paio di guanti, vero Geoff?

Dopo aver terminato il giro del supermercato, Serena va alla cassa dove c’è la sua amica Lucia, che subito le chiede: “Ciao, come stanno i tuoi?”
Having finished the round of the supermarket, Serena goes to the till, operated by her friend Lucia, who immediately asks: “Ciao, how are your parents?”

Serena: “Ciao! Abbastanza bene, grazie, e tu?”
Serena: “Ciao! They’re quite well, thank you, and you?”

Lucia: “Sono stanchissima, non vedo l’ora di finire il turno” Poi osservando la spesa di Serena che contiene ananas sciroppato, frutta candita, uvetta, uova e farina, chiede incuriosita: “Cosa fai di buono?
Lucia: “I’m extremely tired, I can’t wait to finish my shift” Then, noticing Serena’s shopping which includes canned pineapple, candied fruit, sultanas, eggs and flour, she askes out of curiosity: “Are you making something nice?”

Serena: “Faccio il fruit cake”
Serena: “I’m going to bake a fruit cake”

Lucia: “Buono! Mi dai la ricetta?”
Lucia: “Lovely! Can you give me the recipe?”

Serena: “Te la mando su Facebook”
Serena: “I’ll send it to you on Facebook”

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Lucia: “Sì, grazie.” Finendo il conto alla cassa: “Allora, sono ventisette euro e trentadue centesimi”
Lucia: “Yes please.” Finishing adding up the shopping on the till: “OK, twenty seven Euro and thirty two cents”

Serena: “Ecco ventisette euro e trentadue centesimi esatti. Ciao, alla prossima!”
Serena: “Here we are, exactly twenty seven Euro and thirty cents. See you soon!”

Lucia: “Ciao!”
Lucia: “Bye!”

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Comments:

  1. Rita:

    Un bel dialogo al supermercato proprio come qui da noi. “Tutto il mondo e’ un paese”
    Felice autunno!
    Rita

  2. Barbara:

    Grazie per questa blog. Avevo studiato l’italiano molti anni fa. In questo modo e’ possibile practicare un pocchino. Mi aiuta ricordare il vocabulario. E’ divertente.

    Scusa la grammatica per favore.

    • Serena:

      @Barbara Salve Barbara, sono contenta che i miei dialoghi ti siano utili. Non ti preoccupare per gli sbagli, sei brava lo stesso
      Serena

  3. Anne Crawford:

    Una lezione utile. Grazie.

  4. Tadele:

    ho visto che la frase “Ciao, come stanno i tuoi?”è stato tradutto come “How are your parents”. Questa significa che non dobbiamo includere i parenti?

    • Serena:

      @Tadele Salve Tadele. In italiano quando parliamo dei genitori (non i parenti) abbreviamo dicendo ‘i miei’ oppure ‘i tuoi/suoi’, per esempio: “Oggi pomeriggio vado a trovare i miei” = This afternoon I’m going to visit my parents.
      Saluti da Serena

  5. Phil:

    Ho due suggerimenti, Serena.

    “After having filled up the trolley with muesli, milk, yoghurt, and so on,…”

    Negli USA, diciamo “shopping cart” o “cart” per “trolley”. Anche, ha tradotto muesli con granola?

    Grazie. È stata una buona storia.

    Phil

    • Serena:

      @Phil Salve Phil e grazie per i suggerimenti, ne terrò conto. Tuttavia, è vero che Transparent Language è una compagnia americana, però come puoi vedere dai commenti, i lettori sono da tutte le parti del mondo (Brasile, Ucraina, Olanda, Nuova Zelanda e così via), per cui cerchiamo di mantenere un inglese più internazionale. Per esempio, pochi sanno che granola è il muesli.
      Saluti da Serena

  6. Lesley:

    Serena
    Grazie ancora per questo dialogo – e’ molto utile e pratico.
    Auguri, Lesley

  7. Jackie:

    Ciao Serena, Grazie mille per il blog. Trovo che le conversazioni mi aiutono molto per capire meglio la vita italiana.

    C’e’ una frase che mi da un problema: Al punto che domanda un pezzetto di focaccia, dice “Cosa c’avete?”

    E’ normale quest’abbreviazione? E’un’abbreviazione di: Cosa ci avete?

    Per favore mi scusi per gli errori.

    Grazie
    Jackie

    • Serena:

      @Jackie Ciao Jackie! Sono contenta che i miei dialoghi ti siano utili e complimenti per il tuo italiano.
      “C’avete” è l’abbreviazione comune ma non ufficiale di “ci avete”, così come “c’ho” oppure “c’hai”. Si pronunciano tutte col suono dolce di ciao.
      Saluti da Serena

  8. Bill:

    Grazie mille per i blogs. There is much to enjoy although I have just finished A1/A2/B1. I noted that there was an earlier comment above on Cosa c’avete? I recall that you used avete when addressing a single person in the biblioteca and in the libraio and now in the mercato. Is this common usage now in conversation in public places?

    • Serena:

      @Bill Salve Bill! Yes, it’s common to use the plural voi when addressing a single person in places such as a library, a supermarket, a shop, or a public office. This is because we see that person who works there as part of a business formed by several people.
      Spero di essere stata chiara.

      Saluti da Serena

  9. Bill:

    Ciao, e anche informale! Poco a po imparo che cosa è in uso da tuo Blog. Grazie


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