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My Father’s War–Part 1 Posted by on Jul 3, 2015 in History, Italian Language

Il 10 giugno 1940, quando l’Italia ha dichiarato guerra all’Inghilterra, mio padre era un giovanotto di 19 anni appena compiuti e viveva con la sua famiglia a Bengasi, in Libia, che era colonia italiana dal 1911. Approfittando del fatto che papà in questo periodo abita con noi, gli ho chiesto di raccontarmi le sue esperienze nella Seconda Guerra Mondiale in Nord Africa, uno dei suoi passatempi preferiti in questi giorni. Ecco il primo capitolo del suo tragicomico racconto:

On the 10th of June 1940, when Italy declared war on England, my father was a young man of just 19 years old living with his family in Benghazi, Libya, which had been an Italian colony since 1911. Making the most of the fact that dad is living with us at the moment, I asked him to recount his experience of the Second World War in North Africa, one of his favourite pastimes these days. Here’s the first chapter of his tragic-comic tale:

“Era il 30 giugno del 1940, un sabato mattina, quando rientrando a casa ho trovato la cartolina che mi diceva di presentarmi al comando della caserma Duca d’Aosta, base del 21° Reggimento di Artiglieria. Il primo luglio venivo arruolato nella Milizia locale e senza nessun addestramento mi hanno messo nell’artiglieria contraerea, come puntatore. Dovevo ordinare agli altri il posizionamento del cannone, che andava ruotato a mano. Infatti la nostra ‘artiglieria’ consisteva in cannoni di campagna della prima guerra mondiale montati su carrelli di legno costruiti apposta per dargli l’inclinazione verso l’alto. Non arrivavano neanche ai 2000 metri di altitudine, mentre gli aerei inglesi volavano indisturbati a 2.500 metri”.

“It was the 30th of June 1940, a Saturday morning, when upon getting home I found the postcard telling me to present myself at the HQ of the Duca d’Aosta barracks, base of the 21st Artillery Regiment. On the first of July I was enrolled in the local Militia and, without any training, they put me into the anti-aircraft artillery, as a gun aimer. I had to order the others where to point the gun, which was turned by hand. In fact our ‘artillery’ consisted of First World War field guns mounted on wooden carriages constructed in a way that gave them an upwards inclination. They didn’t even reach 2000 metres, whilst the English planes flew undisturbed at 2,500 metres”.

“La nostra postazione a Bengasi era in un punto dove alle spalle c’era l’aeroporto dei caccia e dei ricognitori, e davanti l’idroscalo e poi il porto … tutti bersagli favoriti dagli aerei nemici. Una notte ero di sentinella, era tutto tranquillo, non si sentiva niente e quindi mi sono addormentato. Ad un certo momento mi sono svegliato di soprassalto, i cani avevano sentito le sirene e avevano cominciato ad abbaiare, così io ho sparato immediatamente un colpo in aria e ho cominciato a gridare ‘allarme, allarme’ … che gran guardia che ero! Infatti quello è stato l’unico colpo che ho sparato in tutta la guerra”.

“At Benghazi we were placed in a position where we had the airport, with its fighters and reconnaissance planes, behind us, and in front the seaplane base and the port … all the favourite targets of the enemy aircraft. One night I was on guard duty, everything was calm, there was nothing to be heard, and so I fell asleep. At some point I woke up with a jump, the dogs had heard the sirens and started barking, so I immediately fired a shot in the air and started shouting ‘allarme, allarme’ some guard I was! In fact, that was the only shot that I fired during the whole war”.

“Dopo qualche mese avevamo abbandonato i cannoni, perché totalmente inutili, e ci avevano mandato a fare avvistamento fuori Bengasi, sulla via Litoranea che da Bengasi portava a Tripoli. Il nostro caposquadra, un vecchio, non ci dava neanche il binocolo perché aveva paura che lo rompessimo e avrebbe dovuto pagarlo lui … così noi dovevamo identificare e seguire gli aerei a occhi nudi”.

“After a few months we had abandoned the guns because they were completely useless, and they had sent us to do reconnaissance outside Benghazi along the Litoranea (coastal road) that ran from Benghazi to Tripoli. Our squad leader, an old man, didn’t even give us the binoculars because he was afraid that we’d break them and he’d have to pay for them himself … so we had to identify and follow the aircraft with our naked eyes”.

To be continued …

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Comments:

  1. Ros:

    Che memoria di ferro con i suoi 94 anni!
    A presto per il seguito.

  2. Giacomo Sileo:

    Cari Serena e Geoff,

    Brava Serena e Geoff per averci fatto questa storia (e la traduzione anche). Si fa molto divertente per leggerla e possiamo imparare la lingua bella e farla pratica alla stessa volta.

    Tante belle cose!

    Ciao,
    Giacomo

  3. Angela:

    Thank you x

  4. Jan Mackay:

    Grazie mille… molto interessante per me. Mio padre è stato catturato in North Africa nella seconda guerra mondiale.


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