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Italian Language Blog

L’Incontro – Part 2 Posted by on Apr 18, 2019 in Italian Language

In part 1, I described the events which set the stage for my parents’ romantic meeting in Benghazi, Libya. Here’s how it happened …

Come abbiamo detto, intorno al 1957 zio Bill si trovava a Bengasi come soldato dell’esercito britannico di stanza in Libia, che era diventata dominio britannico. Con lui c’erano la moglie Vicky, sorella di mia mamma, e i due figli, nati subito dopo il matrimonio. I figli, ormai grandicelli, andavano a scuola, per cui zia Vicky, che non lavorava, decise di imparare a scrivere a macchina per poi trovare un lavoro come segretaria.

Papà aveva l’unico negozio di macchine da scrivere in tutta Bengasi, perciò si rivolse a lui per prendere in affitto una macchina da scrivere. Mio padre si rese subito conto che Vicky poteva essergli utile: era madrelingua italiana, ma parlava e scriveva correntemente l’inglese, così le fece una controfferta: vieni in ufficio ad imparare a scrivere a macchina, e nello stesso tempo mi fai da segretaria. Papà infatti aveva ottenuto il contratto per la manutenzione delle macchine da scrivere dell’armata britannica a Bengasi. E così mio padre divenne amico di zio Bill ed era spessissimo a casa loro a pranzo e a cena.

Nel frattempo, in Italia …

la mamma si era diplomata infermiera e poi dietologa a Roma, e dopo aver fatto vari lavori in giro per l’Italia, aveva ottenuto un posto a La Spezia dove si trovava il resto della sua famiglia. Nel 1958 decise di andare a trovare la sorella Vicky in Libia per le vacanze di Pasqua.

Alla fine di marzo a La Spezia si imbarcò su una nave mercantile, che però aveva anche dei posti disponibili per passeggeri civili. Fece prima scalo in Sicilia, poi a Malta, ed infine approdò a Bengasi il 30 marzo del 1958.

Mamma e Papà da fidanzati.

Proprio quella mattina lo zio Bill era fuori Bengasi per delle manovre militari, per cui zia Vicky chiese a mio papà di andare al porto a prendere sua sorella Rosanna, mentre lei finiva di preparare il pranzo e mettere a posto la casa.

Fu così che la prima persona che mia mamma vide mentre scendeva la passerella della nave era papà e … fu un colpo di fulmine! “Ho sentito dentro di me una voce che diceva: E’ lui!” raccontava mia madre ogni volta che le chiedevano come si fossero conosciuti.

Papà dal canto suo non ha mai voluto dire cosa provò quando vide la mamma, ma fatto sta che la sera di due giorni dopo, il primo aprile, durante una romantica passeggiata al Blue Lagune, le chiese di sposarlo! “Ecco, non hai nessun senso dell’umorismo, non sai neanche riconoscere un pesce d’aprile!” è sempre stata la battuta di papà al romantico ricordo della mamma.

Da lì in poi le cose sono andate sempre più rapidamente: quattro settimane dopo la mamma doveva tornare a lavorare a La Spezia, mentre papà aveva un corso di aggiornamento ad Ivrea (in Piemonte), alla sede dell’Olivetti. Così presero l’aereo insieme e il 25 aprile arrivarono a Roma, dove abitavano le due sorelle di mio papà.

Dopo un paio di giorni andarono a La Spezia, dove la mamma presentò il fidanzato all’esterrefatto padre (la madre si trovava in Brasile, in quel momento), il quale aveva ricevuto un telegramma che diceva: “Prepara tutti i documenti che mi sposo!” Quindi andarono dal parroco, che, dopo un lungo colloquio privato con mio padre, dette il benestare al matrimonio e disse: “Domenica prossima ho un matrimonio. Se venite subito dopo coi testimoni, vi sposo.”

Mamma e Papà coi testimoni il giorno del matrimonio.

E così il 3 maggio 1958, dopo 33 giorni di fidanzamento, i miei genitori si sposarono!

Sono stati sposati per 57 anni, mio papà è morto nel 2015 all’età di 94 anni, e la mamma, che ha ora 90 anni, vive in una casa famiglia nelle vicinanze di Pontremoli.

We’ll publish the English translation at the beginning of the next week. Buona Pasqua!

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Comments:

  1. Rosalind:

    Davvero una bella storia, raccontata bene.

  2. Rosalind:

    Stò facendo la cucina e penso alla storia dei tuoi genitori. Adesso mi  chiedo se, dopo lasciata la Libia, la scelta di Lucca non avrebbe a che fare con l’industria di carta (e macchine da scrivere) ? E, in secondo luogo, mi chiedi se la Storia non si sia ripetuta con voi due, Serena sarebbe andata in vacanza da Vicky è Bill in Inghilterra è c’era il seguito….?

    Dimmelo se sono troppo curiosa! 😉

    • Serena:

      @Rosalind Ciao Rosalind!
      Allora …
      No, la scelta di Lucca non è legata alle cartiere, ma ad altri motivi, soprattutto legatia alla famiglia di mia madre.
      Per quanto riguarda la seconda parte, cioè il mio incontro con Geoff, la tua teoria è ‘fuochino’, come si dice nei giochi da bambini. Te lo rivelerò presto!
      Ciao!!!

  3. Rosalind:

    Fuochino – fuocherello – fuocone! Non conoscevo questa espressione. L’ho trovata adesso nel dizionario.
    Allora, pazienza per il seguito.

  4. Andrei:

    Salve Serena!
    E’ una storia bella e romatica!


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